Questo testo e' da ritenersi essenzialmente comico e ironico, ogni riferimento a fatti o persone e' esplicitamente voluto, quelli che, per qualsiasi motivo, potrebbero offendersi sono pregati di NON continuare la lettura, siete stati avvertiti...
Erano circa le 15:30 del primo di agosto 1994, appena usciti sul piazzale della stazione di Agrigento veniamo accolti da un ragazzo del WWF, riconoscibile dall'apposita maglietta. Eravamo in viaggio dalle 19 del giorno prima, eravamo stremati per la fatica e per il fatto che non avevamo praticamente dormito. Nel giro di qualche minuto incontriamo anche gli altri partecipanti al campo, e qui arriva la prima gradita sorpresa: ci sono piu' ragazze che ragazzi. Molti di voi rideranno, ma in 24 anni non avevo mai fatto una vera vacanza con un gruppo misto, a dir la verita' in 24 anni non avevo mai fatto una vera vacanza...
Contemporaneamente iniziano le difficolta', dato che il nostro alloggio e' a mezz'ora di macchina da Agrigento, e che abbiamo disponibile solo una macchina sulla quale dovremmo salire in 15, ognuno con almeno uno zaino alto un metro... In un modo o nell'altro i responsabili riescono ad arruolare dei ragazzi automuniti che ci accompagnano al campo e che saranno croce e delizia della nostra vacanza.
Sinceramente non mi aspettavo che la casa fosse in realta' una specie di precaria costruzione, con tre stanze di cui una adibita a cucina e dispensa, con un bagno interno (in cucina!) e uno esterno. In compenso c'erano due spazione verande e un forno abbandonato da tempo immemore. I letti erano in realta' dei materassi buttati sul pavimento e gli armadi semplicemente non esistevano. E non e' finita...
Eravamo in 20 a dover alloggiare in quel coso, 8 ragazzi e 12 ragazze: Beatrice, Marco, Sabina, Silvia, Giovanna, Cinzia, Paola, Riccardo e Luisella, io, Andrea, Annarita, Giovanni, Annamaria, Simona, Antonio, Speranza e Francesco, Gaetano e Sandra. Ovviamente avremmo dormito in stanze separate, da una parte i ragazzi, dall'altra le ragazze, se non che, all'interno della casa non c'era posto per tutti.
La chiamano tutti Bea, anche perche' Beatrice e' un nome veramente lungo, e' interprete, conosce inglese e russo, ed e' la nostra esperta di informatica (io sono in incognito). Lunghi capelli lisci, veste sempre di nero, e' di Genova, come Marco. Sono grandi amici, tutti e due molto simpatici e disponibili, Marco e' spesso ironico, a volte pungente.
Milano e provincia ci ha regalato ben 4 ragazze. Giovanna e' la nostra psicologa pazza, e psicologia e' anche lo studio di Silvia e Sabina. Silvia e' la piu' allegra del gruppo, mentre Sabina e' piu' tranquilla e riflessiva. Cinzia e' l'ultima, ma non per questo meno simpatica, molto estroversa.
Riccardo e Luisella provengono da Verona, motociclisti, sono stati accolti un po' freddamente perche' sono arrivati da noi con tre giorni di ritardo, sono una delle 3 coppie presenti. Anche Paola di Varese e' stata trattata con un certo distacco, dovuto al suo carattere un po' difficile e al suo spiccato esibizionismo.
Bologna non poteva che essere rappresentata nel migliore dei modi, Annarita e' stata nominata cuoca sul campo per i suoi meriti, anche se a volte eccedeva nel perfezionismo e nella pignoleria. Andrea lo conoscete gia', studente modello di ingegneria, sempre molto disponibile e simpatico. L'ultimo bolognese sono io... Non vi dico niente di me per non togliervi la sorpresa, il brivido dell'imprevisto, il desiderio di curiosita', imparerete a conoscermi proseguendo nella lettura.
La nostra Capitale era rappresentata da Giovanni, il nostro tuttofare, mezzo idraulico, mezzo elettricista, mezzo falegname, mezzo artista, indispensabile. Annamaria e' maestra e insegnante di sostegno, anche lei simpaticissima, infine c'e' Simona, esperta di latino e greco che avrete modo di conoscere meglio in seguito (i maligni possono insinuare, non mi offendo). In verita' le ragazze provenivano da Palombara, mentre Giovanni arrivava da Moricone, ridenti paesini in provincia di Roma.
Antonio e' l'unico rappresentante di Napoli, e' ricordato per le sue profonde dormite anche sotto il sole di mezzogiorno e per le sue profezie da astrologo della domenica.
Speranza e Francesco sono in coppia, praticamente agiscono come un individuo solo, si sono integrati bene nel gruppo, ma non si sono mai fatti notare troppo. Sono arrivati da Mola di Bari.
La Sicilia, e precisamente Agrigento ci ha fornito gentilmente Gaetano e Sandra, l'ultima coppia. A dire il vero loro erano al campo in veste di capi, ma a me piace considerarli dei nostri. Sandra era un po' la nostra mamma, Gaetano e' stato quello che ha lavorato di piu'.
Altri aspetti del carattere e descrizioni piu' particolareggiate potranno essere fornite durante il racconto, particolari piccanti e indiscrezioni invece, saranno fornite solo privatamente...
Dopo colazione per dimostrare il famoso proverbio "scemo si, ma con moderazione", mi sono unito al gruppo di assalto spiaggia per godermi il mare e il sole. Dovete sapere che il sentiero che va dal nostro campo alla spiaggia era una specie di percorso di guerra a meta' tra la foresta ammazzonica e il deserto del Sahara, con la differenza che era tutto in discesa.
Dopo aver goduto il sole per qualche minuto, ho deciso che non avevo ancora goduto il mare e ho provveduto ad entrare in acqua. Alla comparsa delle branchie ho ritenuto opportuno porre fine al bagno mattutino, e mi sono offerto per la preparazione del pranzo. Il ritorno al campo potrei descriverlo come un girone dell'inferno dantesco o, a scelta, una scena della via Crucis. Quella che era stata discesa all'andata, si era magicamente trasformata in salita, e questo, sotto il sole di mezzogiorno non era esattamente piacevole.
Il primo giorno abbiamo scoperto un fatto che sarebbe stato palese solo in seguito: gli orari, questi sconosciuti...
Abbiamo iniziato a preparare il pranzo alle 12:30, ci siamo seduti a tavola alle 14, abbiamo finito di lavare i piatti alle 15:30... e questo era solo l'inizio... Alla sera, come da copione, la cena delle 20:30 e' iniziata quasi alle 22, per terminare praticamente a mezzanotte.
Non contenti, dopo cena abbiamo organizzato i turni per la gestione dei compiti del campo: cucina, pulizia, servizi, sorveglianza tartarughe. Si illude chi crede che sia stata una cosa semplice, il tutto ha richiesto oltre due ore di accese discussioni, lo spargimento di sangue e' stato evitato con fatica. Questo perche' erano state fatte le proposte piu' incredibili, ad esempio turni di sorveglianza di due ore per tutta la notte (dalle 22 alle 8 di mattina!), oppure due turni di sorveglianza ad orari improbabili, quando dormono anche le tartarughe. Alla fine e' stato deciso di fare due turni, uno (inutile) dalle 22 a mezzanotte (in verita' slittato poi da mezzanotte alle 2), e il secondo dalle 6 alle 8 di mattino.
Per il resto la vita al campo procedeva tranquilla, anche se i pasti consumavano gran parte del nostro tempo. I tempi medi erano: preparazione pranzo dalle 13 alle 14, consumazione pranzo dalle 14 alle 15, lavaggio piatti dalle 15 alle 15:30, analoghi i tempi per la cena.
La nostra opera di sensibilizzazione dei turisti, pulizia della spiaggia, sorveglianza della flora e della fauna era ineccepibile, anche se limitata parzialmente dalla mancanza di alcune attrezzature.
Tutti i giorni c'era il pellegrinaggio alla spiaggia, con relativo bagno ristoratore e giochi nell'acqua. Quando la spiaggia era inaffrontabile (dalle 13 alle 16) passavamo il tempo a chiacchierare tra noi e a giocare. Durante questi giochi e queste chiacchiere sono state scoperte le attitudini personali. Antonio e' stato subito sfruttato e tutti i campisti hanno voluto farsi leggere la mano, i piedi, etc. Anche Simona si e' lanciata nell'impresa con un volontario a caso (io) e devo dire che e' stata piu' brava del maestro.
Quella sera il turno di sorveglianza e' durato quasi 4 ore, e buona parte di questo tempo l'ho passato a chiacchierare con Simona. Quelli che vorrebbero sapere di cosa abbiamo parlato rimarranno delusi, non potete pretendere che io mi possa ricordare. Posso pero' disilludere i maligni, dato che ci siamo limitati a chiacchierare. Al ritorno al campo alcuni temerari hanno deciso di recarsi in paese ad abbuffarsi di brioches. Io ho ritenuto piu' opportuno andare a letto, seguito da circa meta' del gruppo.
Il giorno successivo, venerdi', c'e' stata la spedizione a Eraclea Minoa con un'interessante visita alle rovine del luogo, qui abbiamo apprezzato per la prima volta il caldo micidiale. La visita non poteva terminare che in spiaggia, dove tutti siamo stati ben felici di rinfrescarci. Qui c'e' stato il primo giallo, sulle macchine non c'era posto per tutto il gruppo. Alcuni dei nostri accompagnatori si erano eclissati, cosi' che mancava un posto. Andrea e Marco si sono sacrificati per il bene della comunita' e sono stati abbandonati ad un bar, sono stati poi recuperati in tarda serata...
Terminata la colazione e' stata poi la volta della visita alla nostra oasi. La nostra guida, nonche' capo spirituale Gaetano, ha consigliato i pantaloni lunghi per poterci difendere dai rovi. L'unico ribelle in pantaloncini corti ero io, tra i sorrisini di chi mi immaginava con le gambe martoriate dalle spine e dalle ortiche. Presto pero' avrei riso io di loro... Di rovi non ce ne era nemmeno l'ombra, anzi, non c'era nemmeno l'ombra, e quando il sole si avvicina allo Zenith, un po' d'ombra non dispiacerebbe. I miei compagni di (s)ventura hanno fatto una imprevista quanto gratuita cura dimagrante...
Dopo aver fatto un viaggio allucinante, stretti come sardine nel fuoristrada, dopo aver percorso a piedi l'oasi sotto il sole, dopo aver rischiato la vita per fare una bella foto di gruppo, nessuno avrebbe potuto toglierci il nostro bagno quotidiano. Intanto le ore passavano e arrivava velocemente il momento del ritorno al campo. Nessuno voleva ripetere l'esperienza della via Crucis in fuoristrada, cosi' buona parte di noi ha deciso di tornare a piedi percorrendo la spiaggia. Secondo il cronometrista ufficiale erano circa le 13. Abbiamo impiegato circa un'oretta a percorrere tutta la spiaggia, fermandoci di tanto in tanto a raccogliere sacchetti di plastica e rifiuti assortiti, ma questa nostra opera di pulizia non ha commosso il sole, che ha continuato ad arrostirci. Potete immaginare le nostre facce quando ci siamo ricordati che per raggiungere la salvezza del campo dovevamo ancora superare l'ultima prova: la terribile salita! Non vi dico quanto abbiamo sudato, quanta sete avevamo, e cosa abbiamo pensato quando abbiamo scoperto che al campo erano terminate le scorte di acqua potabile!!! Per sopravvivere ci siamo buttati all'arma bianca sui cocomeri che conservavano gelosamente l'unica riserva idrica a nostra disposizione.
Forse qualcuno pensera' che peggio di cosi' non poteva andare, che a questo punto sarebbe arrivato il supereroe di turno con l'acqua e ci avrebbe salvato tutti da una morte probabile. Poveri illusi...
Alla sera di questo fatidico sabato era stata organizzata la "Conferenza di Presentazione del Campo WWF e della Oasi di Torre Salsa" (le lettere maiuscole conferiscono una particolare importanza a questa manifestazione). Visto l'alto numero di partecipanti, meno di 30 contando anche noi 20 campisti, la cosa sarebbe stata abbastanza indolore, se non fosse stato per il ritardo abissale nell'iniziare. Inoltre noi eravamo sempre assetati e senza acqua...
Superata brillantemente anche questa prova, ci rimaneva da riempire la pancia (e bere). Semplicissimo, basta andare in pizzeria, sederci, bere, ordinare e mangiare. Quasi. A Siculiana esiste una sola pizzeria e se tenete conto che era sabato sera, potete immaginare le nostre probabilita' di mangiare: pressoche' nulle. Abbiamo vagato ancora per un tempo incredibilmente lungo, finche' abbiamo trovato una pizzeria disposta a soccorrere una squadra di disperati campisti in preda a visioni mistiche. Dissetati e rifocillati, alcuni hanno improvvisato dei balli folcloristici del luogo. Io mi sono astenuto, ero in piedi dalle 5:40 della mattina ed era piu' di mezzanotte.
Non mi sembrava vero, verso l'una e mezza siamo riusciti a posare le nostre ossa sui sacchi a pelo, ignari di quello che ci avrebbe aspettato il giorno successivo.
Dopo aver girato attorno al campo per disorientarci, l'ornitologo ha puntato decisamente verso la spiaggia a destra, quella dove si era persa Annarita. Naturalmente sia lui che il suo aiutante erano perfettamente abbigliati contro i rovi, avevano solo dimenticato i guanti, ma sono stati perdonati. Contemporaneamente abbiamo scoperto che il sole inizia a scaldare molto presto, e credo che lo abbiano scoperto anche loro...
Probabilmente i due poverini si sarebbero tuffati in mare, se non fosse che qualcuno ha avuto la brillante idea di chiedere loro informazioni su una strana erbetta che cresceva sulla spiaggia. Questo ha svegliato lo spirito di avventura e ha moltiplicato la loro resistenza. Sfoderando tutta la sua esperienza, l'ornitologo ha estratto dalla tasca la sua "Enciclopedia rapida per riconoscere le piante tipiche della spiaggia di Torre Salsa", una splendida opera in 3 volumi di qualche centinaio di pagine l'uno. Dopo 20 minuti di infruttuosa consultazione sotto il sole, ci era passata la voglia di sapere se la pianta che avevamo davanti era il "radicchio vulgaris" oppure il "cardo orribilis".
Ormai stremati dal caldo, abbiamo fatto capire all'ornitologo che avremmo preferito tornare al campo, con il secondo fine di precipitarci in spiaggia a fare un bagno colossale. Il ritorno e' stato fatto in mezzo ad una specie di boschetto con l'ornitologo che ci precedeva rassicurandoci che gli eventuali cacciatori avrebbero colpito prima lui.
Le sorprese non erano ancora finite, io, Simona, Andrea e Silvia siamo stati i primi a ritornare al campo, seguiti a qualche decina di metri dagli altri. Al campo abbiamo trovato la porta sbarrata e un cartello con scritto: "Correte in spiaggia, c'e' una tartaruga marina". Ci siamo precipitati in spiaggia con l'intenzione di annegare l'autore di quello scherzo, ma la tartaruga marina c'era veramente. Era stata curata e avevano deciso di liberarla alla nostra presenza, all'interno dell'oasi.
Solo dopo averla liberata ci siamo resi conto che non saremo stati in grado di riconoscere le sue tracce neppure se ce le avessero indicate.
Il pranzo e' stato un vero e proprio calvario, in quanto non avevamo sedie per tutti, e abbiamo dovuto mangiare a turni, inoltre siamo stati sorpresi da un tipico temporale siciliano (fortunatamente l'unico): raffiche di vento e pioggia battente per 15-20 minuti, poi di nuovo il sole. Il colpo di grazia ci e' stato dato dall'ornitologo, che ha colto l'occasione per proiettare le sue 42000 diapositive da lui scattate in tutta la sua lunga vita. La cosa che ci ha lasciato un po' perplessi e' stata che le diapositive rappresentavano tutti uccelli estinti, o in via di estinzione, nessuna immagine della fauna locale, cosicche' non avremmo saputo distinguere un corvo da un piccione.
Finalmente fini' anche quella domenica infernale, che ci aveva pero' lasciato una delle piu' belle esperienze della vacanza: la possibilita' di vedere dal vivo e di toccare la fantomatica tartaruga marina. Ci aveva anche lasciato il ricordo indelebile dell'ornitologo, leggendaria figura che si dice percorra ancora oggi la spiaggia di Torre Salsa.
In ogni caso la Valle dei Templi e' stupenda e, questa volta, avevamo una guida degna di questo nome. Terminata la visita verso le 15 (non era facile visitare la zona, completamente senza alberi, nell'orario di massima insolazione), siamo andati a visitare una mostra di arte contadina. Qui ci siamo trattenuti parecchio per due motivi: il locale era climatizzato alla temperatura costante di 20 gradi (un paradiso rispetto ai 40 esterni), i bagni sembravano quelli dell'Hilton hotel di Parigi (paragonati ai bagni del campo...).
Verso sera abbiamo tentato di visitare la villa di D'Annunzio, ma un improvviso sciopero dei custodi ci ha fatto trovare i cancelli chiusi.
Intorno alle 19, dopo essere tornati al campo, io, Simona, Andrea e Sandra abbiamo disertato per concederci uno splendido bagno ristoratore tra il tramontare del sole e il sorgere della luna.
Considerate (parlo al plurale, ma in realta' non so ancora quante persone leggeranno questa specie di diario delle mie vacanze) questi dieci capitoli come un assaggio, un riassunto. Forse un giorno scrivero' altri capitoli per soddisfare le vostre curiosita'.